| «Salva-liste, legalità calpestata» La protesta riempie piazza Dante |
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| Martedì 09 Marzo 2010 20:02 | |||
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VERONA — Folla sotto la statua di Dante. Incuranti del freddo polare, diverse centinaia di veronesi hanno riempito ieri sera mezza piazza dei Signori per protestare contro il decreto «salva liste», varato dal governo per risolvere i casi Lazio e Lombardia. La manifestazione è stata organizzata da tutti i partiti del centro-sinistra che in vista del corteo nazionale di sabato prossimo a Roma hanno voluto subito scaldare le piazze delle città italiane già a partire da ieri pomeriggio. Il candidato alla presidenza della Regione, Giuseppe Bortolussi, ha aperto il giro d’interventi con uno slogan che ha strappato molti applausi: « Meno Lega, più legalità» In centinaia Folla in piazza Dante. Sonia Milan (Idv): mi vergogno di essere italiana. Benny Calasanzio (Idv): insulto alle persone oneste «Mi commuove vedere così tante persone - dice - significa che anche nel Veneto ce la possiamo fare » . Giorgio Gabanizza di Sinistra, Ecologia e Libertà s’interroga sui costi della campagna elettorale: « Quanto avrà speso - domanda - l’assessore Massimo Giorgetti per farsi la campagna elettorale? Ogni candidato deve restare sotto il tetto di 38 mila euro, ma lui e altri hanno speso centinaia di migliaia di euro prima ancora che la campagna iniziasse e hanno così aggirato il problema del tetto. Vorrei però sapere dove hanno preso quei soldi e chi glie li ha dati. Purtroppo queste persone disconoscono ogni tipo di regola». Giandomenico Allegri, segretario provinciale del Pd, esorta ad andare sabato a Roma, perché «in questo momento è fondamentale far vedere che ci sono persone che vogliono essere soggette alle regole e non ai trucchi. Siamo indignati perché anche questa volta la Costituzione è stata calpestata. Il Paese ha bisogno di risposte sull’economia e sul lavoro, ma il governo è impegnatissimo a fare altro. In Veneto sono 15 anni che il centro-destra comanda, ma non abbiamo mai visto nemmeno un accenno di politiche sociali». Per il consigliere regionale Pd Franco Bonfante «il decreto modifica le regole del gioco a tempo scaduto, quindi con le prossime elezioni si deciderà se le regole della democrazia devono valere per tutti o solo per qualcuno». Il candidato dell’Italia dei Valori, Benny Calasanzio, vede il decreto come un «insulto a tutte quelle persone che sono rimaste al freddo a raccogliere onestamente le firme per presentare le liste», e il capogruppo Idv in Provincia Sonia Milan ricorda che «in consiglio provinciale abbiamo un condannato definitivo per istigazione all’odio razziale e un altro lo abbiamo in Comune come sindaco. Di fronte a questo mi vergogno di essere italiana». Fiorenzo Fasoli di Rifondazione Comunista rammenta che «la scorsa settimana si è compiuto anche un altro scempio, cioè la sostanziale cancellazione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori».
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