| Cinque anni in Regione. Così hanno lavorato i veronesi |
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| Venerdì 05 Marzo 2010 09:24 | |||
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In aula 855 ore di dibattito. I più presenti, i progetti di legge, i fondi portati a Verona VERONA — Fine legislatura, tempo di bilanci in Regione. Anche per i rappresentanti scaligeri che, al termine dei cinque anni di mandato, si ritrovano a fare i conti con i numeri del proprio impegno veneziano. In tutto sono state 227 le giornate che i consiglieri veronesi hanno passato a palazzo Ferro Fini per un totale di 855 ore di dibattito. Numeri ai quali la pattuglia scaligera ha risposto con buoni risultati in termini di presenze. Su 200 sedute, calcolate fino alla fine di ottobre, lo stakanovista veronese dell’aula è stata il consigliere del Partito democratico Franco Bonfante, sempre presente, tranne in tre occasioni, e una percentuale che si arrampica fino al 99 per cento delle sedute: «Sono mancato solo a causa di impegni istituzionali» precisa lui. Il meno assiduo all’aula, invece, è stato l’assessore Massimo Giorgetti: 121 presenze a palazzo, ma è noto come non sia facile stare allo stesso tempo all’interno dell’esecutivo e in aula a discutere di leggi e a seguire i dibattiti. Tra i due estremi stanno tutti gli altri, se si esclude l’assessore leghista alla Sanità Sandro Sandri, con appena 35 presenze in Consiglio, ma solo per essere approdato in Regionenemmenodue anni fa, e Flavio Tosi che la Regione l’ha lasciata per fare il sindaco. Seguono quindi Bonfante, il consigliere dell’Idv Gustavo Franchetto con 192 presenze, quelli del Pdl Raffaele Bazzoni con 190 e Tiziano Zigiotto con 170 e poi gli assessori Giancarlo Conta del Pdl con 145 e Stefano Valdegamberi dell’Udc con 140. Ma l’impegno dei nostri rappresentanti non si misura solo in termini di presenze e così consiglieri ed assessori hanno già elaborato gli altri numeri.
«Ho firmato 50 progetti di legge - sottolinea Bonfante - di cui 13 approvati. E poi 116 interpellanze e 64 tra mozioni e interrogazioni». Alcune leggi che il consigliere democratico è riuscito a far approvare sono state quelle sul parto indolore «prima Regione in Italia», sulla partecipazione alla proprietà d’impresa e agli utili da parte dei lavoratori «e poi la legge sulle cure palliative e sulla musica giovanile». Centinaia anche le interrogazioni e le interpellanze firmate dall’altro consigliere di opposizione, Gustavo Franchetto. «Alcune anche piuttosto note - precisa - l’indagine regionale sull’Ulss 22 e Nicola Falsirollo partì da una mia interrogazione. E poi il fondo regionale straordinario per la Fondazione Arena o gli stanziamenti per ilmuseo di Bolca sono state mie proposte». Gli assessori, ovviamente, possono vantare migliori accessi al bilancio e così Giorgetti incalza: «Stanziati 35 milioni tra Verona e provincia per l’edilizia sportiva, 65 per l’edilizia scolastica. Ma soprattutto 150 milioni in Veneto per il piano di rilancio dell’economia da spendere per interventi nei Comuni grazie a lavori da affidare ad imprese venete». Lo stesso Valdegamberi rilancia: «Abbiamo approvato la legge sui servizi sociali siamo la prima Regione d’Italia a farlo e l’Unione Europea cofinanzia i nostri progetti perché siamo diventati partner credibili. I nostri sono numeri da primato con un progetto di telemedicina che coinvolge 1200 persone». Eppure il fatto che per il Consiglio sia stato un quinquennio da ricordare nontrova d’accordo i consiglieri di opposizione: «Attività di basso profilo dal punto di vista legislativo - attacca Franchetto - svilita dalla continua contrapposizione tra Pdl e Lega».
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