BONFANTE : “BILANCIO DI FINE LEGISLATURA DELUDENTE" Stampa
Lunedì 18 Gennaio 2010 14:19

BILANCIO E FINANZIARIA 2010

LA MANOVRA EMENDATIVA DEL PD

 

BONFANTE : “BILANCIO DI FINE LEGISLATURA DELUDENTE

NECESSARI 300 MILIONI IN PIÙ PER DARE OSSIGENO AL SISTEMA VENETO”

 

Dalle misure anticrisi per sostenere famiglie, lavoratori e imprese, alle proposte per dare maggiore copertura finanziaria ai settori della sanità, del sociale e delle politiche abitative: questo il pacchetto degli emendamenti che il Partito Democratico ha depositato oggi sul Bilancio e sulla Finanziaria 2010 e che incomincerà ad essere esaminato e vitato dal consiglio regionale a partire da domani. 

“Complessivamente – ha spiegato il consigliere veronese Franco Bonfante, vicepresidente della Commissione Bilancio,  nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta oggi a Verona - con la nostra manovra chiederemo spostamenti di risorse finaziare per circa 300 milioni”. 

In primo luogo il PD propone un trasferimento di 45 milioni per garantire gli ammortizzatori sociali agli artigiani, ai piccoli commercianti, ai lavoratori parasubordinati e ai dipendenti delle imprese con meno di 15 addetti. Maggiori sostegni vengono inoltre richiesti a favore del reddito delle famiglie (8 milioni in più rispetto alla proposta di Giunta), delle cooperative (4 milioni) e del settore primario (9 milioni per aiutare i settori in difficoltà del lattiero-caseario e dello zootecnico). Quindi le imprese, a cui il gruppo regionale del PD chiede di assegnare almeno altri 40 milioni (30 sotto forma di finanziamenti agevolati alle imprese artigiane, 5 come incentivi per la stabilizzazione o creazione di posti di lavoro, altri 5 alle PMI) per fronteggiare la crisi economica nel 2010.

 Altra voce di rilievo nella manovra emendativa dei democratici è quella della sanità e del sociale, ambiti per i quali vengono chiesti oltre 82 milioni di risorse con stanziamenti mirati agli asili nido e alla scuola materna (15 milioni), alle emergenze sociali (1,6 milioni), alla gestione dei Ceod (5 milioni), agli hospice extra ospedalieri per le cure palliative (2 milioni) e alla attivazione delle Case della salute/UTAP (3 milioni). La richiesta principale di finanziamenti aggiuntivi riguarda comunque il Fondo per la non autosufficienza “che dopo l’approvazione della legge istitutiva - spiega Bonfante - va ora dotato di ulteriori risorse pari ad almeno 50 milioni di euro. Noi avevamo proposto con la nostra manovra di sgravi fiscali di esentare dal pagamento dell’addizionale Irpef coloro che hanno un reddito inferiore ai 40 mila euro, operazione che avrebbe consentito comunque alla Regione di incassare circa 90 milioni da destinare ai servizi sociali, di cui 50 appunto ai non autosufficienti. Ottenuto questo risultato noi avremmo acconsentito ad una accelerazione nell’approvazione del bilancio, ma il rifiuto del centrodestra ha portato ad un allungamento dei tempi e dunque all’impossibilità di introdurre un pacchetto di misure fiscali che per legge dovevano essere

licenziate entro il 31 dicembre per avere validità nel 2010. Ora è compito della Giunta e della maggioranza reperire queste risorse davvero indispensabili. Si cominci con il tagliare gli sperperi dei carrozzoni leghisti, vedi Avepa e Veneto Agricoltura.

 Nel pacchetto degli emendamenti del PD trovano inoltre spazio i settori della tutela dell’ambiente e del territorio, quello della mobilità e trasporti (oltre 60 milioni di cui 10 per il terzo stralcio della SMFR, 20 per due linee veronesi, 20 per il trasporto pubblico locale, 3 per l’acquisto di materiale rotabile ferroviario) e quello delle politiche abitative (10 milioni per il sostegno all’acquisto della prima casa e del pagamento degli affitti).

 “Si tratta di un bilancio senz’anima - ha sottolineato ancora Bonfante - che non affronta minimamente la delicatissima situazione in cui versa il Veneto dal punto di vista occupazionale ed economico. Con questa manovra vogliamo invertire tale tendenza”.

“Si chiude in modo inglorioso un bilancio che corrisponde ad un nulla di fatto, un decennio che per il Veneto avrebbe dovuto rappresentare un salto in avanti in tema di federalismo, di innovazione e di eccellenze. E invece il Veneto si ritrova fermo al palo”.

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