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Proposte Pd per aiutare studenti e famiglie Stampa E-mail
Venerdì 27 Agosto 2010 13:16


REGIONE VENETO / SCUOLA
Proposte Pd per aiutare studenti e famiglie

VENEZIA - «Alla consueta confusione che si presenta ad ogni riapertura delle scuole si aggiungono le conseguenze dei 'tagli' decisi dal ministro Gelmini che colpiscono due direzioni: studenti e famiglie». Lo afferma il vice
presidente del Consiglio veneto Franco Bonfante. «Il mese scorso assieme ai colleghi del gruppo del Partito Democratico ho presentato un progetto di legge regionale che propone 'misure a favore dei lavoratori e delle imprese in difficolta' a seguito delle crisi e economicà. In questa proposta un articolo è specificamente dedicato ad interventi a sostegno della scuola soprattutto nelle frazioni, nei Comuni di montagna e nelle aree metropolitane disagiate consentendo alla Regione di incrementare gli organici, in via sussidiaria, per far fronte alle richieste di tempo pieno, mantenere il tempo consolidato e garantire la qualità didattica costituendo classi non eccessivamente numerose».

Il Gazzettino, NordEst, 26 agosto 2010, pag. 14

 
L’INTERVISTA. II vicepresidente del Consiglio regionale. «Serve l’autonomia differenziata» Stampa E-mail
Mercoledì 18 Agosto 2010 14:11


L’INTERVISTA. II vicepresidente del Consiglio regionale. «Serve l’autonomia differenziata»

Il Pd ora apre al centrodestra sul terreno del federalismo

Bonfante: «Ma la Lega la smetta con certi slogan scriteriati»

 

Maggiori competenze e risorse economiche alle Regioni. «Questo è il vero federalismo, la cui base costituzionale, peraltro, è partita nel 2001 durante il governo di centrosinistra. E se la Lega abbandonerà certi slogan scriteriati e atteggiamenti a metà strada fra la xenofobia e il razzismo, noi ci stiamo». Parola di Franco Bonfante, veronese, esponente del Partito democratico, divenuto vicepresidente del neoeletto Consiglio regionale, al suo secondo mandato nell’assemblea politica veneta.

Bonfante, la Giunta Zaia vara la bozza del nuovo statuto regionale e il sindaco di Treviso e segretario della Liga Veneta Gobbo dice che la secessione fra nord e sud Italia «è già in atto» e che «se si ferma il federalismo c’è il rischio che succeda qualcosa di brutto, che va al di là della politica».
Su quali basi il centrosinistra può costruire un’intesa con il centrodestra in Veneto?

Gobbo sostiene che bisogna stare attenti perché c’è una differenza forte fra nord e sud e sono convinto che in parte è la verità. La distanza aumenta, il meridione fa fatica a tenere il passo e questo è un rischio che temiamo tutti.

Quali proposte avanza?

Quasi tre anni fa il Pd in Consiglio regionale presentò una proposta di autonomia differenziata della Regione, condivisa con la maggioranza dell’allora presidente Galan, per dare competenze alle Regioni in 14 settori, fra cui l’istruzione, le infrastrutture e i beni architettonici. In tre anni, però, non si è fatto nulla per attuare quel disegno.

La Lega e il centrodestra parlano oggi di federalismo fiscale. Che ne pensa?

Bene, il centrosinistra condivide questa impostazione da quasi 10 anni. Ma i veneti vogliono fatti concreti. Se li vedremo, noi del Pd ci staremo. I segnali, però, non vanno in questa direzione.

E dove vanno?

Il fatto che il governo, e quindi anche la Lega, abbia assegnato finanziamenti a Catania, a Palermo, a Roma capitale o al progetto del ponte sullo stretto di Messina, sembra che smentisca la Lega. Quasi che le differenze fra nord e sud si vogliano enfatizzare.

Qual è la sua posizione sulla bozza di nuovo Statuto regionale?

A dire il vero noi una proposta l’abbiamo già avanzata, fondata appunto sull’autonomia differenziata del Veneto. Il che significherebbe arrivare al 90 per cento del federalismo. Poi puntiamo alle città metropolitane, fra cui Verona. E qui la Lega nazionale dovrà ottenere il riconoscimento dallo Stato. Ne ho accennato già al sindaco Tosi. Se Verona lo otterrà, il Pd del Veneto appoggerà questo progetto.

Che giudizio dà dei primi mesi di amministrazione targata Zaia?

Credo che lo stesso entourage di Zaia rilevi una certa staticità e delusione. Ci si aspettava qualche scelta forte, ma così non è stato. Un esempio? Il presidente Zaia ha balbettato sulla manovra finanziaria, facendosi scavalcare dai suoi colleghi Formigoni ed Errani che hanno guidato le Regioni nella richiesta di modificare la manovra, ma anche dai sindaci Tosi e Zanonato di Padova e dagli altri sindaci dei capoluoghi veneti.

A quali progetti sta lavorando?

Bisogna dare risposte al problema della disoccupazione, soprattutto giovanile, che oggi ha superato il 6 per cento e fino a qualche anno fa era sotto il 4, quindi praticamente inesistente. Poi aiutare le piccole imprese. Io ho presentato un progetto a difesa dei piccoli negozi e per ridurre il costo della politica, a cominciare dal togliere le auto blu in Regione, a cui io ho rinunciato. Quindi, eliminare enti inutili ed inefficienze. Io sto poi lavorando a un disegno di legge “anticricca”, per una maggiore trasparenza negli appalti pubblici.

 

Enrico Giardini, L’Arena, Regione, 18 agosto 2010, pag. 8

 

 
BONFANTE (PD) «Un registro pubblico per chi fa attività di lobby» Stampa E-mail
Lunedì 16 Agosto 2010 00:00


BONFANTE (PD) «Un registro pubblico per chi fa attività di lobby»

                            
VENEZIA Operazione trasparenza nell’attività di lobby che può interessare giunta, consiglio e dirigenti regionali. È la proposta di legge presentata dal vicepresidente del Consiglio ed esponente del Pd, Franco Bonfante. Un modo per disciplinare le relazioni istituzionali tra gruppi economici, enti, associazioni o aziende grazie all’istituzione di un apposito registro presso gli uffici della presidenza del consiglio e della giunta regionale del Veneto.
A livello nazionale non si è ancora arrivati a una legge ma in sede regionale Toscana e Molise si sono già dotate di una norma.
L’attenzione sui gruppi d’interesse era scemato dopo la bufera Tangentopoli, ma la cronaca recente ha restituito attualità all’argomento. Nel registro verranno riportati gli estremi identificativi, la sede di affari principale della persona fisica, associazione, ente o società e dei rispettivi rappresentanti, amministratori e dipendenti che svolgono attività di relazione e la descrizione dell’attività di relazione svolta e delle finalità che si intendono perseguire.
«Anche in Veneto - prosegue Bonfante primo firmatario della proposta di legge insieme con la capogruppo Laura Puppato e i consiglieri Lucio Tiozzo, Bruno Pigozzo e Roberto Fasoli - si è sviluppato un fitto sistema di rapporti incrociati tra interessi di aziende o gruppi economici (le cosiddette lobby) e il mondo politico-istituzionale. Tali rapporti, però, non sono regolamentati e non sono sempre trasparenti. Il rischio è che la lobby diventi una “cricca d’affari” come dimostrano, per esempio, i processi giudiziari in corso in materia di escavazioni».
Bonfante nella scorsa legislatura aveva presentato un’analoga iniziativa che aveva ricevuto, però, l’opposizione netta dell’allora capogruppo di Forza Italia. L’auspicio di Bonfante, è che il governatore leghista Luca Zaia accolga con favore la proposta.
 
Il Giornale di Vicenza, Regione, 30 giugno 2010, pag. 7
 
Crisi, proposta di legge Pd in Regione «Ammortizatori per pmi e co.co.pro» Stampa E-mail
Lunedì 16 Agosto 2010 00:00


Crisi, proposta di legge Pd in Regione «Ammortizatori per pmi e co.co.pro»

L’opposizione chiede l’estensione degli aiuti. Le accuse alla giunta


VENEZIA - L'estensione degli ammortizzatori sociali ad artigiani, piccoli commercianti e lavoratori a progetto. Un contributo triennale per le imprese che stabilizzano i precari. Un fondo per il microcredito, al tasso dell'uno per cento, per i piccoli imprenditori colpiti dalla crisi, per gli studenti e i neolaureati.

Sono alcuni dei punti della proposta di legge regionale a favore dei lavoratori e delle imprese in difficoltà a seguito della crisi, presentata dai consiglieri del Pd. Tra le misure più importanti, l'estensione ad autonomi e parasubordinati della cassa integrazione e il contributo di 7.500 euro per ciascuna assunzione a tempo indeterminato, che dovrebbe salire sino a 10mila euro se si tratta di disoccupati con più di quarant'anni. Per la capogruppo Laura Puppato la Regione «deve intervenire con più determinazione», mentre la Giunta regionale «è stata impegnata in battaglie di facciata quali Miss Italia e la caccia in deroga».

«L'assessore Elena Donazzan ha sostenuto che è giunto il momento di sostituire gli ammortizzatori sociali con il sostegno delle assunzioni, la invitiamo a sostenere questa proposta - afferma Franco Bonfante, primo firmatario del documento - perché si deve passare dalle dichiarazioni ai fatti». Il piano include anche interventi per i precari della scuola e il cofinanziamento, insieme ai Comuni, di aiuti alle famiglie. La sua durata è di tre anni e il costo è pari a 215 milioni di euro. Risorse da poter recuperare, secondo il Pd, con una serie di tagli, visto che l'impresa e il lavoro devono essere messe oggi al primo posto in Veneto.

Possono essere ridimensionati, in particolare, gli investimenti nella viabilità, per 50 milioni di euro, le spese per il sostegno delle aree rurali per 36 milioni, ma anche le campagne di promozione turistica e le manifestazioni culturali. Nel mirino anche Veneto Sviluppo. «Redditi degli amministratori al di fuori del buon senso, con cifre che non si trovano in aziende private - denuncia Puppato - e che dovrebbero essere fortemente ridimensionate». Condannata anche la scelta della precedente amministrazione, che da sola vale 130 milioni di euro, di eliminare l'addizionale Irpef anche per i redditi alti. Il Pd veneto guarda inoltre con interesse alle evoluzioni della politica nazionale, come testimonia il segretario di Vicenza Federico Ginato che propone un patto con la Lega: «Se riconoscerà che il governo Berlusconi è giunto ormai al capolinea, allora il Pd Veneto si impegna a sostenere un Governo di transizione che abbia due soli obiettivi: portare a termine il percorso del federalismo e cambiare la legge elettorale».


Franco Bonfante:

Aiuto triennale per chi assume precari

Microcredito a giovani e imprese in difficoltà

Le risorse? Si riducano gli stipendi nei cda ed investimenti


Massimo Favaro, Il Corriere del Veneto, Primo Piano, 5 agosto 2010, pag. 3

 
Nuova Ca’ del Bue, il Consiglio chiede chiarezza a Venezia - Bonfante «La Regione sospenda il raddoppio» Stampa E-mail
Lunedì 16 Agosto 2010 00:00


SAN GIOVANNI LUPATOTO. Due le domande per l’assessore regionale Conte, che per ora non riceve la delegazione

Nuova Ca’ del Bue, il Consiglio chiede chiarezza a Venezia

Fabrizio Zerman: «Vogliamo conoscere la natura dei rifiuti che si bruceranno e se arriveranno anche da fuori provincia»


Sono due le domande che l’amministrazione comunale intende porre all’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte su Ca’ del Bue. I quesiti sono emersi in consiglio comunale. La prima domanda riguarda cosa si brucerà nei nuovi forni a griglia e in quelli, riattivati, a letto fluido dell’inceneritore delle basse di San Michele. La seconda attiene alla quantità dei rifiuti che verranno brucianti nell’inceneritore: solo rifiuti del veronese (quantità che si sta progressivamente riducendo per effetto della raccolta differenziata) o anche rifiuti provenienti da altre province?

La questione è riemersa in consiglio per iniziativa dell’ex sindaco Remo Taioli, che ha chiesto al sindaco Fabrizio Zerman un’ informativa sul tema.

Zerman è stato chiaro: «Regione, Provincia e Comune di Verona sono determinati ad attivare l’inceneritore. La decisione è presa. Noi l’inceneritore non lo vogliamo e se emergeranno elementi di irregolarità o illegalità nelle procedure seguite faremo quello che dobbiamo fare. All’assessore regionale Conte e ai tecnici, in un incontro che vorremmo avere a Verona, chiederemo cosa si vuole bruciare e da dove i rifiuti provengono, perché alcune dichiarazioni recenti suonano ambigue». Zerman ha infine reso noto le decisioni adottate in Provincia di attivare la commissione tecnica per Ca’ del Bue, che avrà il compito di rilevare l’attuale grado di inquinamento e di metterlo in relazione con quello che si rileverà dopo l’eventuale entrata in funzione dei nuovi forni. Ha concluso Zerman: «Con l’ipotizzata attivazione di Ca’ del Bue servono tutele per la salute e dalle promesse occorre passare ai fatti. Per vigilare i comuni devono essere in possesso dei dati sui rilevamenti delle emissioni». Il presidente del consiglio comunale Daniele Turella ha fatto presente che nonostante 20 giorni di tentativi, non è stato ancora possibile fissare incontri con l’assessore Conte. Dura la presa di posizione del capogruppo Pdl Paolo Pasqualini: «È sconcertante vedere come procede la cosa e apprendere dai giornali che Ca’ del Bue potrà smaltire anche rifiuti di altre province. Se dovrà bruciare immondizie per l’intero ambito regionale lo si dica chiaro e ogni ente si prenda la sua responsabilità. Si afferma che l’inceneritore avrà il miglior abbattimento di emissioni al mondo, ci spieghino come accadrà. Va bene che i controlli sui fumi e sulle polveri siano demandati all’Ulss, ma dovrà essere affiancata da organismi indipendenti. L’assessore Conte fornisca queste informazioni. Se l’amministrazione lupatotina non dovesse vedere rispettati i suoi diritti, percorra le vie legali». Il capogruppo leghista Alberto Brunelli ha sottolineato la difficoltà tecnica di far rispettare i limiti di emissione dicendo: «Non sono stabiliti». Per il Pd, Aldo Marcolongo ha chiesto l’impegno dei capigruppo per incontrare l’assessore Conte e quello del neoconsigliere provinciale leghista Giuseppe Stoppato nella battaglia contro l’inceneritore. Ca’ del Bue, che avrà due impianti, dovrebbe bruciare ogni giorno 750 tonnellate di rifiuti, ha ricordato Zerman, «i forni a griglia bruceranno 500 tonnellate, il vecchio impianto, per capirci, altre 250 tonnellate».

 
Bonfante «La Regione sospenda il raddoppio»

«Sospendere la procedura per il raddoppio dell’inceneritore di Ca’ del Bue in attesa di valutare se vi siano altre valide alternative sotto l’aspetto ambientale ed economico». Questo l’impegno chiesto alla giunta regionale con una mozione che ha per primo firmatario il vicepresidente del Consiglio regionale Franco Bonfante (Pd). Il documento è stato sottoscritto anche da Stefano Valdegamberi (Udc) Gustavo Franchetto (Idv) oltre che dal consigliere del Pd, Roberto Fasoli.

«Un’ alternativa ai forni a griglia è rappresentata», dice Bonfante, «dalla tecnologia a freddo abbinata ad un alto livello di differenziazione dei rifiuti. Non va poi dimenticato come lo stesso piano provinciale rifiuti come obiettivi prioritari la ricerca di alternative all’incenerimento».

Renzo Gastaldo, L'Arena, Provincia, 30 luglio 2010, pag. 19

 
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