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"Vergognati immigrato" Bagarre in Consiglio |
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Martedì 02 Marzo 2010 00:00 |
"Vergognati immigrato" Bagarre in Consiglio
«Vergognati extracomunitario». Così il vicepresidente della sesta circoscrizione (Borgo Venezia), il leghista Loris Marini, di 79 anni, si è rivolto al consigliere del Partito democratico Yared Ghebremariam Tesfau, 28 anni, di origine etiope, al culmine di un’accesa discussione sul Traforo delle Torricelle. Alla seduta aveva partecipato anche l’assessore Enrico Corsi che ha illustrato il progetto prendendo posto accanto al vicepresidente Marini.
La discussione era stata incandescente, e sia da una parte che dall’altra non erano mancate polemiche e provocazioni. Ma l’epiteto a sfondo razzista pronunciato dall’esponente della Lega Nord ha lasciato tutti allibiti. Tanto che lo stesso Marini, rivela Ghebremariam, gli ha poi chiesto scusa personalmente.
«Mi ha detto che gli era scappata e questo la dice lunga sui sentimenti che albergano nell’anima di certi politici, ma a livello personale», afferma il consigliere del Pd, «non ho problemi ad accettare le sue scuse poiché non mi sento minimamente offeso da una dimostrazione di un pensiero di così basso livello, il problema piuttosto è che queste parole sono state pronunciate da una persona che ricopre un ruolo istituzionale e di garanzia». A tale proposito, il gruppo del Pd annuncia che inviterà il presidente Mauro Spada (Pdl) a punire Marini con una «nota di biasimo» e a sollecitarne le dimissioni da vicepresidente.
L’accaduto si è verificato al termine di un lungo botta e risposta tra l’assessore e i rappresentanti dell’opposizione. Ai consiglieri del Pd che ironizzavano sulla «compattezza» della maggioranza, Corsi rispondeva citando ad esempio di efficienza amministrtativa l’aver «tolto i vu cumprà» dalle vie del centro. Una frase a cui il giovane consigliere democratico replicava ironicamente complimentandosi «per il livello culturale». Da lì è scoppiata la bagarre culminata con l’insulto di Marini.
Sul fatto interviene anche il consigliere regionale del Pd Franco Bonfante: «La gravità di simili affermazioni espresse da chi rappresenta le istituzioni non può essere ignorato, nè tantomeno tollerato in una società civile».
Enrico Santi,L'Arena, Martedì 2 Marzo 2010, pag 11
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PROPOSTA PER IL VENETO IN MATERIA DI LAVORO, DI PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI E SERVIZI PUBBLICI LOCALI |
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Mercoledì 03 Marzo 2010 11:44 |
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PROPOSTA PER IL VENETO IN MATERIA DI LAVORO, DI PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI E SERVIZI PUBBLICI LOCALI
Franco Bonfante
In occasione della partecipazione di Pietro Ichino e Federico Testa al convegno di Verona del 1° marzo su “il cambiamento delle politiche del lavoro, delle PA e dei servizi pubblici locali nella Regione Veneto” ho ritenuto essenziale approfondire gli argomenti al fine di predisporre una proposta per la Regione Veneto nelle materie sopra specificate. La regione Veneto nella prossima legislatura deve assumere un ruolo di programmazione, di sostegno e di coordinamento per guidare le amministrazioni locali alla realizzazione del cambiamento nei servizi ai cittadini, ai lavoratori, alle imprese ed all’economia.
La grave crisi economica e sociale che l’Italia vive ci insegna che tali interventi sono necessari per sostenere l’economia veneta, per migliorare la qualità della vita dei cittadini, per sopportare le piccole e micro imprese venete e sostenere il reddito dei lavoratori dipendenti ed autonomi della Regione Veneto.
Politica del Lavoro. In materia di lavoro condivido le proposte di Boeri e Ichino e ritengo necessario e urgente riorganizzare e potenziare la politica attiva del lavoro della Regione Veneto che al momento è insoddisfacente poiché sono stati trascurati i servizi di rioccupazione, di riqualificazione professionale e di sostegno alle imprese ed ai lavoratori in difficoltà attraverso la flexsecurity. |
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Cinque anni in Regione. Così hanno lavorato i veronesi |
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Venerdì 05 Marzo 2010 09:24 |
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Cinque anni in Regione. Così hanno lavorato i veronesi
In aula 855 ore di dibattito. I più presenti, i progetti di legge, i fondi portati a Verona
VERONA — Fine legislatura, tempo di bilanci in Regione. Anche per i rappresentanti scaligeri che, al termine dei cinque anni di mandato, si ritrovano a fare i conti con i numeri del proprio impegno veneziano. In tutto sono state 227 le giornate che i consiglieri veronesi hanno passato a palazzo Ferro Fini per un totale di 855 ore di dibattito. Numeri ai quali la pattuglia scaligera ha risposto con buoni risultati in termini di presenze. Su 200 sedute, calcolate fino alla fine di ottobre, lo stakanovista veronese dell’aula è stata il consigliere del Partito democratico Franco Bonfante, sempre presente, tranne in tre occasioni, e una percentuale che si arrampica fino al 99 per cento delle sedute: «Sono mancato solo a causa di impegni istituzionali» precisa lui. Il meno assiduo all’aula, invece, è stato l’assessore Massimo Giorgetti: 121 presenze a palazzo, ma è noto come non sia facile stare allo stesso tempo all’interno dell’esecutivo e in aula a discutere di leggi e a seguire i dibattiti. Tra i due estremi stanno tutti gli altri, se si esclude l’assessore leghista alla Sanità Sandro Sandri, con appena 35 presenze in Consiglio, ma solo per essere approdato in Regionenemmenodue anni fa, e Flavio Tosi che la Regione l’ha lasciata per fare il sindaco. Seguono quindi Bonfante, il consigliere dell’Idv Gustavo Franchetto con 192 presenze, quelli del Pdl Raffaele Bazzoni con 190 e Tiziano Zigiotto con 170 e poi gli assessori Giancarlo Conta del Pdl con 145 e Stefano Valdegamberi dell’Udc con 140. Ma l’impegno dei nostri rappresentanti non si misura solo in termini di presenze e così consiglieri ed assessori hanno già elaborato gli altri numeri.
«Ho firmato 50 progetti di legge - sottolinea Bonfante - di cui 13 approvati. E poi 116 interpellanze e 64 tra mozioni e interrogazioni». Alcune leggi che il consigliere democratico è riuscito a far approvare sono state quelle sul parto indolore «prima Regione in Italia», sulla partecipazione alla proprietà d’impresa e agli utili da parte dei lavoratori «e poi la legge sulle cure palliative e sulla musica giovanile». Centinaia anche le interrogazioni e le interpellanze firmate dall’altro consigliere di opposizione, Gustavo Franchetto. «Alcune anche piuttosto note - precisa - l’indagine regionale sull’Ulss 22 e Nicola Falsirollo partì da una mia interrogazione. E poi il fondo regionale straordinario per la Fondazione Arena o gli stanziamenti per ilmuseo di Bolca sono state mie proposte». Gli assessori, ovviamente, possono vantare migliori accessi al bilancio e così Giorgetti incalza: «Stanziati 35 milioni tra Verona e provincia per l’edilizia sportiva, 65 per l’edilizia scolastica. Ma soprattutto 150 milioni in Veneto per il piano di rilancio dell’economia da spendere per interventi nei Comuni grazie a lavori da affidare ad imprese venete». Lo stesso Valdegamberi rilancia: «Abbiamo approvato la legge sui servizi sociali siamo la prima Regione d’Italia a farlo e l’Unione Europea cofinanzia i nostri progetti perché siamo diventati partner credibili. I nostri sono numeri da primato con un progetto di telemedicina che coinvolge 1200 persone». Eppure il fatto che per il Consiglio sia stato un quinquennio da ricordare nontrova d’accordo i consiglieri di opposizione: «Attività di basso profilo dal punto di vista legislativo - attacca Franchetto - svilita dalla continua contrapposizione tra Pdl e Lega».
Corriere di Verona, 4 Marzo 2010 |
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«La casa di riposo a Marzana non verrà smantellata» |
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Mercoledì 17 Febbraio 2010 16:39 |
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«La casa di riposo a Marzana non verrà smantellata»
Il potenziamento del polo per la riabilitazione porterà via pochi letti
La casa di riposo dell'Istituto assistenza anziani di Marzana non sarà smantellata. La rassicurazione è arrivata lunedì sera a Quinto dall'assessore regionale alla sanità Sandro Sandri, intervenuto nel corso di un incontro pubblico promosso dal Partito democratico per fare luce progetto di ampliamento del reparto di riabilitazione a scapito degli spazi della casa di riposo.
Per l'assessore, il previsto raddoppiamento del polo di lungodegenza riabilitativa (che già possiede 59 posti letto) produrrà sì una parziale contrazione degli spazi dell'Iaa di circa 35-40 posti letto dagli attuali 104, «ma già si pensa ad un futuro ampliamento che possa riportare il numero dei posti a circa 80 unità. Quindi la casa di riposo rimarrà dov'è».
«La valutazione del rischio di chiusura era tuttavia corretta», ha detto il consigliere regionale del Pd Franco Bonfante. «Il potenziamento del polo di riabilitazione di Marzana, da anni chiesto da tutte le forze politiche, risponde in verità all'esigenza di adeguare un settore di cui la provincia è un po' carente. La nostra preoccupazione nasceva dal fatto che questo intervento avrebbe finito per occupare i posti letto della casa di riposo riducendoli a 24, con un ridimensionamento che avrebbe portato alla chiusura di un servizio indispensabile per le famiglie della Valpantena e della parte est della città».
L'ultima delibera della Giunta regionale prevede di portare a 120 il numero dei posti letto del polo, affiancando a ciò il servizio della psicologia territoriale, il centro autismo della neuropsichiatria infantile, il centro odontostomatologico per disabili un potenziamento del servizio di radiologia. Resta intatta anche la volontà di portare qui il corso di laurea breve in riabilitazione servizi integrati, palestra, piscina e servizi riabilitativi correlati.
«I primi venti posti dei 48 preventivati sono già stati realizzati, mentre per l'estate si prevede di aggiungere i 28 restanti», ha aggiunto l'assessore Sandri, intervenuto assieme all'assessore regionale ai servizi sociali della Regione Stefano Valdegamberi. «Ad impedire un'ulteriore assottigliamento della casa di riposo sarà lo stop alla fase finale di ampliamento del polo che prevedeva la realizzazione di altri 16 posti letto proprio all'interno degli spazi dell'Iaa. Saranno realizzati solo dopo un ampliamento dell'area per non penalizzare ulteriormente gli spazi degli anziani. Tra le ipotesi allo studio, quella di abbattere l'ala vetrata posta a sud lungo l'asse est-ovest della struttura costruendo una nuova ala di tre piani, portando così a 80 i posti letto per gli anziani».
Per i non autosufficienti, è prossima l’attivazione della nuova struttura di Villa Monga per 118 posti e la possibilità di raddoppiare la casa di riposo di Grezzana.
Alessandro Azzoni, L’Arena, Mercoledì 17 Febbraio 2010, Cronaca, pag 18 |
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